La matematica: il 18% del PIL francese!
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Questo studio mostra che nel 2019 la quota dei posti di lavoro dipendente la cui attività principale è legata alla matematica ha ormai raggiunto il 13% dell’occupazione, ossia 3,3 milioni di persone (il 35% di questi posti è concentrato nell’Île-de-France), e il 18% del prodotto interno lordo (PIL) francese, contro rispettivamente il 12% e il 16% nel 2012.
Ci si può chiedere perché la matematica sia sempre più presente. La causa principale è senza dubbio la crescente digitalizzazione delle attività: il rapporto rileva infatti «la necessità di comprendere sistemi complessi, trattare e interpretare dati, effettuare stime e previsioni o applicare un ragionamento matematico al processo decisionale».
Tutti i settori sono interessati dalla matematica, compresi alcuni nei quali non ce la si aspetterebbe, come l’agricoltura, dove occorre, per esempio, formalizzare le competenze e modellizzare i rischi per chi voglia accelerare la transizione verso un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente. I settori più coinvolti sono però l’informatica, l’ingegneria, la gestione, i servizi finanziari, il controllo e le assicurazioni. Rappresentano circa la metà dei posti di lavoro interessati dalla matematica. L’arrivo dell’intelligenza artificiale in alcuni di questi settori non è del tutto estraneo a questo fenomeno.
Numero di lavoratori dipendenti interessati dalla matematica
in Francia, nel 2019 (in migliaia).
Il fallimento delle riforme
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Come indica il rapporto dell’INSMI (vedi sopra), il sistema educativo francese fatica a far comprendere l’importanza della matematica. L’andamento è contrastante tra scuola secondaria e istruzione superiore: dagli anni 2010, il bacino di studenti di matematica nell’istruzione superiore cresce leggermente (+6% in media all’anno dal 2012) ma, nello stesso periodo, il livello medio nella scuola primaria e secondaria diminuisce (vedi i risultati delle valutazioni TIMSS nelle classi di CM1 e di 4
ª, nelle quali la Francia è penultima tra i paesi dell’Unione europea!). Lo stesso vale per il numero di studenti che seguono corsi di matematica nella scuola secondaria. E non sono certo le ultime riforme, in particolare quella del baccalauréat, a migliorare la situazione. Al contrario (vedi
Tangente 205, 2022)!
Il collettivo Maths-Sciences riunisce associazioni di insegnanti, in particolare l’APMEP (Association des professeurs de mathématiques de l’enseignement public), società scientifiche come la SMF (Société mathématiques de France) e la SMAI (Société de mathématiques appliquées et industrielles), nonché associazioni che promuovono la presenza delle donne nei percorsi scientifici, come Femmes et Mathématiques, per citarne solo una. Ha formulato numerose osservazioni e proposte per migliorare la situazione. Per ora, tutto ciò è rimasto lettera morta…
La matematica «indispensabile all’innovazione»
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Alla fine di marzo, trenta dirigenti delle maggiori aziende francesi, che rappresentano un quarto del PIL, firmarono un appello per «salvare la matematica» e chiesero di rafforzarne il ruolo nei percorsi scolastici primari, secondari e superiori. Raccomandavano inoltre che il mondo accademico coniugasse la formazione matematica, cultura del rigore, con la necessaria conversione delle imprese al digitale e ai dati.
Bruno Le Maire, ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità industriale e digitale, dichiara nella prefazione al rapporto dell’INSMI: «L’utilità della matematica e il suo rapporto con il reale sono troppo screditati nel nostro paese. Eppure, per valorizzare appieno tutti i nostri talenti, dobbiamo comprendere che la matematica è indispensabile all’innovazione e determina il nostro posto tra i leader mondiali di domani.» Queste parole sono tali da rassicurare i grandi dirigenti e la comunità matematica? Saranno seguite da fatti concreti? Alla luce delle riforme passate, è lecito dubitarne… sperando di sbagliarsi!
Possano gli Stati generali della matematica, che si riuniranno dal 14 al 16 novembre a Parigi, contribuire al necessario e urgente rilancio affinché la Francia conservi il proprio rango nell’economia mondiale offrendo un insegnamento della matematica degno di questo nome a tutti i livelli.