Il teatro è un luogo, un’arte, una pratica. Un’opera teatrale è un testo che, per esistere davvero, deve prendere corpo, essere messo in scena e presentato a un pubblico. Come dice la regista Ariane Mnouchkine: «Mantiene accesa una piccola fiamma in certi cuori, in certi sguardi e in certe oscurità. E serve a raccontare storie vere.» La matematica, invece, è spesso percepita come disincarnata, astratta, immateriale… davvero?
Quando la matematica prende corpo ---------------------------
Quando si pensa all’«incarnazione» della matematica, spesso si pensa a parlare di matematiche e matematici; alcune biografie, infatti, hanno una dimensione drammatica che ispira volentieri gli autori. Si può pensare, per esempio, a La Machine de Turing di Benoît Solès, portata in scena nel 2018 (vedi riquadro) e premiata con quattro Molière nel 2019; a Contre le temps : acte de résistance di Geneviève Billette, opera del 2011 che ha Évariste Galois come protagonista; oppure a Les Femmes de génies sont rares ? di Anne Rougée (2011), che propone ritratti di Marie Curie, Ada Lovelace ed Émilie du Chatelet.
La finzione teatrale consente qualche libertà rispetto a un racconto strettamente storico e la messa in scena, la recitazione, permettono di mostrare e far sentire cose che non si scriverebbero necessariamente. L’omosessualità di Alan Turing, l’impegno politico di Évariste Galois, i dubbi personali di Ada Lovelace contribuiscono alla drammaturgia e fanno di questi scienziati personaggi nei quali il pubblico può riconoscersi, interessarsi a loro e affezionarsi a loro. Al di là delle grandi figure della storia della matematica, si incontrano talvolta anche personaggi il cui mestiere ha un legame più o meno stretto con la matematica: Jeanne, per esempio, nell’opera Incendies di Wajdi Mouawad (2003), insegna la teoria dei grafi. In Apologie d’un mathématicien (compagnia Complicite, 2007), incentrata sul personaggio di Srinivasa Ramanujan, ritroviamo entrambi gli aspetti. Diverse trame si intrecciano: si parla del rapporto tra il matematico britannico Godfrey Harold Hardy e il prodigio indiano, e uno dei personaggi è una matematica. All’inizio dell’opera assistiamo inoltre a una lezione sulla funzione zeta di Riemann.