La compagnia Terraquée, con sede a Saint-Denis, è ormai ben radicata e irradia la propria attività oltre la Seine-Saint-Denis; il suo festival annuale «Maths en ville» è oggi un appuntamento atteso da molti affezionati.
Tangente: Organizzate il prossimo ottobre la settima edizione del festival Maths en ville [vedi un’anteprima del programma nel riquadro alla fine dell’articolo], quali sono le particolarità di questo appuntamento annuale?
Terraquée: Maths en ville coinvolge molti protagonisti del mondo culturale al di fuori della divulgazione scientifica. Gli eventi si svolgono in librerie, cinema, mediateche… Per noi è essenziale favorire gli incontri. Quest’anno, tra gli invitati, ci saranno persone ben note ai lettori di Tangente, come Carole Trébor, vincitrice del premio Tangente des lycéens nel 2021 [per il suo romanzo Combien de pas jusqu’à la lune ?, Albin Michel, 2019], Avner Bar-Hen e Quentin Lazzarotto, vincitori del premio Tangente 2022 [per Dingue de maths, EPA Éditions, 2021], nonché la narratrice Marie Lhuissier e la compagnia di clown L’Île Logique (vedi Tangente 204, 2022). Libri e spettacoli sono ottimi strumenti per animare luoghi frequentati da persone che non sarebbero spontaneamente attratte dalla matematica. Siamo inoltre particolarmente fieri di ospitare quest’anno nel programma del festival un’anteprima nazionale del film Le Théorème de Marguerite (Anna Novion, 2023). Sarà il 12 ottobre, alla presenza di Ariane Mézard, consulente matematica del film.
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François Perrin e Meriem Zoghlami.

Cambiare le idee preconcette ----------------------------
Come è nata l’idea di questo festival?
Meriem: Siamo ben radicati a Saint-Denis, mi piace parlare con la gente e suscitare discussioni. Spesso mi chiedono che cosa faccio nella vita. Quando dico che dirigo una compagnia che unisce teatro e matematica, le reazioni sono spesso vivaci: c’è chi fatica a credere che esista, chi dice quanto detesti la matematica… o il teatro… o entrambi! Nonostante queste reazioni apparentemente negative, la conversazione dura spesso un po’. Nel 2017 mi sono detta che potevamo provare a mostrare agli abitanti della città ciò che facciamo, convincerli che assistere a uno spettacolo teatrale e fare matematica sono attività dalle quali possono trarre piacere, in famiglia, con i vicini o persino con persone che non conoscono! Del resto, i lavori che ho svolto prima di creare la compagnia con François mi hanno permesso di conoscere bene il tessuto associativo, i commercianti e anche gli educatori di Saint-Denis. Abbiamo ideato un primo programma e, quando lo abbiamo presentato a tutte queste persone, la maggior parte di loro si è subito mostrata molto entusiasta.
Quale fu il riscontro degli abitanti della città dopo questa prima edizione?
Meriem: Ancor prima che si svolgesse il festival, mentre percorrevamo le strade e i caffè per distribuire volantini, le braccia si tendevano spontaneamente: «È quella cosa sulla matematica? Lo voglio!» Poi, ben presto, la gente ci ha chiesto che cosa ci sarebbe stato l’anno successivo.
Come descrivereste il festival? Come si svolge concretamente?
François: Il festival ha attirato molto rapidamente un pubblico vario, proveniente da tutta l’Île-de-France. Prestiamo sempre grande attenzione all’equilibrio del programma: ciascuno deve potervi trovare qualcosa di suo interesse. Lavoriamo inoltre a monte con le persone coinvolte, affinché i contenuti siano adatti tanto alle persone che amano la matematica e la conoscono un po’, quanto a quelle che la temono. «Maths en ville» è una festa popolare: tutto è a ingresso libero, in luoghi aperti.
Quali saranno i momenti salienti di «Maths en ville» 2023?
Terraquée: Sabato 30 settembre apriremo il festival con il pomeriggio «Les maths sont dans la place» (place du 8-Mai-1945). È un momento importante, molto adatto alle famiglie. Vengono sistemati tappeti e poltrone perché tutti si sentano a proprio agio. Alcune attività sono diventate veri appuntamenti, molto attesi, come le costruzioni di poliedri giganti dell’associazione Science ouverte o il planetario umano di Emmanuel Rollinde. Ci saranno anche giochi classici (scacchi, awalé…) e più specificamente matematici (in particolare con l’associazione 2AMAJ Val-de-France ‒ Association pour l’approche des mathématiques par l’art et le jeu ‒), crittografia (con l’associazione ARCSI ‒ Association des réservistes du chiffre et de la sécurité de l’information ‒); sono coinvolte anche le ludoteche cittadine. Forse più insolite sono le tre attività proposte dall’unità di archeologia della città e dall’associazione Suivez la Flèche, legate alla basilica… Potrete in particolare avvicinarvi alla geometria medievale e alla lavorazione della pietra! E per la prima volta Tangente sarà presente tra gli espositori (e partner dell’evento).
Intorno al patrimonio di Saint-Denis -----------------------------------
Martedì 10 ottobre si terrà la prima edizione di «Les maths sont dans la fac!». Sarà un’intera giornata, aperta a tutti, all’università Paris-VIII di Saint-Denis. Siamo lieti di organizzare questo momento dedicato alla matematica in un’università orientata prevalentemente alle scienze sociali e alle arti, e di contribuire così ad avvicinare città e università. In collaborazione con il dipartimento di matematica e informatica, abbiamo potuto ideare un ricco programma con giochi nell’atrio (tra cui il nostro nuovo gioco «Qui veut gagner des élections?»), proiezioni di film matematici, conferenze e spettacoli.
Il programma completo è disponibile sul nostro sito Internet (**www.mathsenville.com**).
Come si inserisce il festival nel lavoro della compagnia Terraquée?
Meriem: «Maths en ville» è nato dal nostro lavoro quotidiano e dal desiderio di condividerlo; a loro volta, gli incontri e gli scambi durante il festival alimentano il lavoro della compagnia per tutto l’anno. Terraquée e «Maths en ville» entrano progressivamente nel paesaggio cittadino: ormai fanno parte del patrimonio di Saint-Denis, e ne siamo piuttosto fieri, felici di accogliere persone che arrivano da ogni dove!
François: È un momento importante che permette di aprire e mantenere percorsi, possibilità. Per esempio, la collaborazione con il cinema L’Écran per il festival ha spinto il suo direttore a tenersi aggiornato sulla matematica, con l’idea di organizzare eventi durante tutto l’anno. Si può pensare anche ai progetti che portiamo avanti con l’unità di archeologia: durante la prima edizione del festival, la visita di uno scavo archeologico è stata condotta congiuntamente da una mediatrice dell’associazione di archeologia e da un carpentiere della Compagnia Terraquée… Gradualmente, la collaborazione si è consolidata e ci siamo uniti per realizzare una creazione teatrale con giovani di Saint-Denis sulla matematica e l’archeologia. Il tema di questo spettacolo di «archeo-matéâtre» riguarda le misure, in relazione alla celebre fiera medievale del Lendit.
Qual è la vostra ricetta per attirare il pubblico?
Meriem: Occorre una proposta stimolante, progettata e persino coprogettata con gli abitanti della città. A questo scopo ci basiamo sul nostro lavoro quotidiano. Anche la scelta dei luoghi è molto importante. Per esempio, per portare i nostri spettacoli alle persone che non andrebbero necessariamente a teatro, durante l’anno organizziamo serate per genitori e bambini nelle scuole. Durante il festival, oltre alla prima giornata «Les maths sont dans la place», ci appoggiamo molto alle mediateche. Per esempio, quando mercoledì 11 ottobre Marie Lhuissier verrà a raccontare La Faiseuse de neige alla mediateca Flora-Tristan del vicino comune di Pierrefitte-sur-Seine, saranno presenti abitanti della città interessati alle fiabe, persone venute appositamente (per esempio perché ne avranno avuto notizia in Tangente) e altre che saranno lì più casualmente. È importante anche che questi pubblici si incontrino.
Il festival «Maths en ville», all’ombra della basilica di Saint-Denis.