Nel 2007, la rispettabilissima rivista americana Science pubblicò un articolo di Peter Lu (vedi i riferimenti alla fine dell’articolo) e del suo relatore di tesi, il celebre fisico Paul Steinhardt.
La prima parte dell’articolo presenta un’analisi dei motivi pentagonali persiani che ricorre a una tassellazione intermedia nascosta, composta da cinque tipi di poligoni equilateri decorati, le tessere a nodi (o girih tiles). La seconda parte, basandosi su questo modo di vedere, pretende di dimostrare che gli artisti tradizionali avessero scoperto le tassellazioni non periodiche (o quasi-cristalli piani) cinque secoli prima della scienza occidentale.
Il carattere spettacolare della tesi, unito alla notorietà di Steinhardt, fece sì che questo articolo venisse ripreso e semplificato fino alla caricatura da un gran numero di giornali in tutto il mondo (vedi Découpages et Pavages, Bibliothèque Tangente 64, 2018).
Eppure, le due tesi avanzate e presentate come originali sono quanto meno discutibili e non rendono giustizia ai lavori precedenti, come quelli dell’americano Jay Bonner o del danese Emil Makovicky.
Per ragioni di spazio, qui verrà smontata soltanto la prima tesi e verranno forniti alcuni argomenti per confutare la seconda. Il lettore curioso è invitato a consultare i riferimenti per saperne di più.