Un po’ di etimologia -------------------
«Droit» e «droite» possono essere avverbi o aggettivi. Entrambi i termini derivano dal latino directus, «senza curvatura, diretto, ad angolo retto», quindi, in senso figurato, «senza deviazioni, diretto, giusto». Directus deriva da dirigere, da non confondere con un altro verbo, dirigere, da cui deriva regere (reggere, re).
La parola «droite» ha conservato in francese i due valori del latino, compresi i sensi figurati di «giusto, esatto, vero», poi di «giusto, onesto e leale» e infine, attorno al 1140, di «chi segue un ragionamento corretto, non si discosta dalla ragione e dal buon senso»: un significato tuttora attuale.
Già nell’anno 1080, «droit» e «droite» qualificano concretamente ciò che non presenta deviazioni da un capo all’altro, né curvature; riferiti a una persona, suggeriscono quindi l’idea di verticalità. Designano in particolare una via senza svolte, dalla direzione costante, che segue il percorso più breve. Vi ritroviamo proprio la nozione matematica di retta (o l’espressione aller tout droit, «andare dritto»). In diversi usi sono sinonimi di «verticale», per esempio nel caso della jupe droite, la gonna dritta, o del piano droit, il pianoforte verticale, rispetto al pianoforte a coda, le cui corde sono orizzontali.