L'univers de nos écrans couleurs
Les écrans ont envahi notre quotidien : ordinateur, tablettes, télévisions, smartphones, nous ne communiquons presque plus que par leur truchement. Nous devenons aussi de plus en plus exigeants quant à la qualité de leur définition. Le passage des petits formats noir et blanc du début des années cinquante aux grands écrans aux couleurs vives d'aujourd'hui ne peut être réalisé que grâce à d'étonnants progrès, tant au niveau de la transmission des signaux que de leur compression. Exploitant les particularités de notre appareil visuel, le format JPEG et ses différents dérivés nous livrent des images jugées nettes tout en demeurant d'un « poids » acceptable. Pour y parvenir, une transformation inspirée des travaux de Fourier produit d'excellents résultats.
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Le componenti delle nostre immagini: luminanza e crominanza
Gli schermi fanno ormai parte della nostra quotidianità; occupano persino uno spazio sempre maggiore. Ma come sono costruite le immagini che ci restituiscono? A quale realtà corrispondono le norme (UIT 709...) e i formati (4/3, 16/9...) utilizzati?

Dalla trasformazione di Fourier alla trasformata discreta del coseno
Come passare da segnali numerici discreti all’emissione, da parte dei nostri schermi, di onde luminose e colorate e come alleggerire al massimo i flussi in ingresso senza alterare troppo le immagini? Passare a una rappresentazione spettrale dei segnali permette di comprimerli in modo mirato, tenendo conto del nostro apparato visivo.

Il formato JPEG
Scomponendo ogni immagine in blocchi e passando allo spazio delle frequenze, il formato JPEG elimina le alte frequenze, che il nostro occhio percepisce meno bene. È questo a rendere efficace la compressione. JPEG: uno spazio vettoriale alla base della compressione delle immagini!

Modifiche inaspettate
Le esigenze in materia di qualità degli schermi diventano sempre più precise. Gli schermi sono sempre più ampi e la gamma dei loro colori si estende ogni giorno.

Lena, la «first lady» di Internet
È un’immagine che quasi tutti gli informatici conoscono: «Lena» (o «Lenna») è una fotografia usata in modo standard da quasi cinquant’anni per testare algoritmi di elaborazione digitale delle immagini.

La TV ad altissima definizione di domani
I nostri schermi occupano sempre più spazio. E non hanno finito di crescere. L’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) ha definito una nuova norma per i televisori di domani: la norma UIT2020.

Le linee «mancanti» in televisione
L’informazione ricevuta dai nostri televisori è digitale. Ogni immagine corrisponde a un certo numero di bit che definiscono la luminanza e la crominanza di ciascun pixel (vedi l’articolo «Le componenti delle nostre immagini: luminanza e crominanza»). Ma l’immagine sullo schermo non è l’unica informazione.
