

L’informazione ricevuta dai nostri televisori è digitale. Ogni immagine corrisponde a un certo numero di bit che definiscono la luminanza e la crominanza di ciascun pixel (vedi l’articolo «Le componenti delle nostre immagini: luminanza e crominanza»). Ma l’immagine sullo schermo non è l’unica informazione.



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Gli schermi fanno ormai parte della nostra quotidianità; occupano persino uno spazio sempre maggiore. Ma come sono costruite le immagini che ci restituiscono? A quale realtà corrispondono le norme (UIT 709...) e i formati (4/3, 16/9...) utilizzati?

Scomponendo ogni immagine in blocchi e passando allo spazio delle frequenze, il formato JPEG elimina le alte frequenze, che il nostro occhio percepisce meno bene. È questo a rendere efficace la compressione. JPEG: uno spazio vettoriale alla base della compressione delle immagini!

L’imaging medico è uno strumento indispensabile per i medici nella diagnosi, nella prognosi o in chirurgia. Consente di accedere a informazioni anatomiche o funzionali su un organo o su una parte del corpo umano, pur non essendo invasivo o essendolo solo in minima misura.

Mentre la crittografia mira a rendere incomprensibile un’informazione, la steganografia ha lo scopo di nascondere l’esistenza stessa di tale informazione. L’idea è celarne la presenza all’interno di un disegno, un’immagine, un testo o un suono.
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