
Modifiche inaspettate
Le esigenze in materia di qualità degli schermi diventano sempre più precise. Gli schermi sono sempre più ampi e la gamma dei loro colori si estende ogni giorno.


Le esigenze in materia di qualità degli schermi diventano sempre più precise. Gli schermi sono sempre più ampi e la gamma dei loro colori si estende ogni giorno.


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Come passare da segnali numerici discreti all’emissione, da parte dei nostri schermi, di onde luminose e colorate e come alleggerire al massimo i flussi in ingresso senza alterare troppo le immagini? Passare a una rappresentazione spettrale dei segnali permette di comprimerli in modo mirato, tenendo conto del nostro apparato visivo.

Scomponendo ogni immagine in blocchi e passando allo spazio delle frequenze, il formato JPEG elimina le alte frequenze, che il nostro occhio percepisce meno bene. È questo a rendere efficace la compressione. JPEG: uno spazio vettoriale alla base della compressione delle immagini!

Gli schermi fanno ormai parte della nostra quotidianità; occupano persino uno spazio sempre maggiore. Ma come sono costruite le immagini che ci restituiscono? A quale realtà corrispondono le norme (UIT 709...) e i formati (4/3, 16/9...) utilizzati?

Nelle più recenti teorie fisiche, i modelli matematici hanno raggiunto una tale capacità descrittiva e predittiva che sorge inevitabilmente una domanda: questa misteriosa corrispondenza ha del miracoloso o possiede un significato più profondo?
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