Nato nel 1941 ad Aïn Defla (Algeria), Ahmed Djebbar studiò dapprima matematica all’università di Algeri, dove conseguì la laurea, poi all’università Paris-Sud (Orsay), dove conseguì un dottorato di 3º ciclo in analisi funzionale (Résolution de problèmes de Cauchy par la méthode d’Ovcyannikov, 1972). Conseguì inoltre un dottorato in storia della matematica presso l’università di Nantes (*Mathématiques et mathématiciens du Maghreb médiéval (9º-16º siècles),* 1990). La sua carriera universitaria si svolse all’università Paris-Sud e poi all’università delle scienze e delle tecnologie di Lille, dove divenne professore di storia della matematica.
Il suo impegno per la storia della scienza araba lo portò a dirigere quattro tesi di dottorato sull’argomento, fra cui quella di Marc Moyon (La géométrie pratique en Europe en relation avec la tradition arabe, l’exemple du mesurage et du découpage, 2008).
Un’importante mostra
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Nel 2005 Ahmed Djebbar fu il curatore della mostra «L’âge d’or des sciences arabes» all’Institut du monde arabe di Parigi. La mostra presentava non solo i lavori di matematica, ma anche le scienze del cielo e della Terra, nonché le scienze della vita, senza dimenticare l’ingegneria, come mostrano per esempio gli studi degli studiosi di Damasco dedicati alla messa a punto di macchine idrauliche capaci di irrigare le campagne attorno alla città: la celebre ghouta.
Curò inoltre il bellissimo catalogo della mostra, pubblicato con il titolo L’âge d’or des sciences arabes (Actes Sud, 2005). Arti e matematica sono al centro dell’opera: talvolta sono le arti ad anticipare la matematica, con tutta la perizia degli artigiani arabi — come nelle celebri tassellazioni dell’Alhambra —; talvolta è la matematica, con tutti i suoi modelli geometrici, a influenzare le arti.