Gerardo da Cremona occupa un posto centrale nella storia della trasmissione dei saperi medievali dai paesi dell’Islam all’Europa latina. Figura emblematica delle grandi traduzioni
(vedi l’articolo), è noto per il ruolo fondamentale che svolse a Toledo nell’ultimo terzo del XII
º secolo. Qui tradusse dall’arabo al latino un corpus considerevole di testi. Il suo lavoro è particolarmente ben documentato grazie alla
Vita, redatta alla sua morte dai suoi
studii (discepoli)
, la cui edizione di riferimento fu curata da Charles Burnett nel 2001, e alla
Cronaca del frate domenicano Francesco Pipino, redatta all’inizio del XIV
º secolo. Gerardo da Cremona consentì all’Occidente cristiano di conoscere un corpus scientifico di primaria importanza. Il suo contributo non si limitò alla semplice traduzione dall’arabo al latino; permise infatti di (ri)scoprire un patrimonio greco-romano in gran parte oscurato dal declino dell’Impero romano d’Occidente. Opere fondamentali dell’Antichità, in particolare greche, entrarono così nel corpus latino accanto a diversi lavori innovativi degli studiosi dei paesi dell’Islam. Il suo prolifico lavoro non solo preservò una parte essenziale dell’eredità greca antica, ma introdusse anche in Europa concetti nuovi, soprattutto nei campi dell’astronomia, dell’astrologia e della matematica. La vita e l’opera di Gerardo da Cremona sono strettamente legate al movimento di traduzione che emerse nel XII
º secolo a Toledo, città multiculturale sotto dominio cristiano ma fortemente influenzata dalla civiltà dell’Islam.