Un secolo fa, Albert Ayme (1920–2012) nacque nei pressi di Montpellier, nell’Hérault. Quest’uomo è l’esempio stesso dell’artista che ha trovato negli oggetti matematici lo strumento indispensabile per realizzare il proprio percorso e descrivere la sua concezione dell’atto creativo. Fin dall’inizio della carriera mostrò scarso interesse per le opere figurative. Ben presto sentì il bisogno di allontanarsi da ogni soggettività e di ricorrere a un linguaggio strutturato; la matematica lo avrebbe aiutato nelle sue ricerche. Per capire come Albert Ayme sia giunto a lavorare sui quadrati magici, soffermiamoci sulla genesi della sua opera PARADIGME.
Una questione di conteggio
----------------------------
Dal 1964 al 1974, Ayme lavorò alla messa a punto di un sistema, che battezzò PARADIGME, nel quale introduceva dei significanti pittorici associati a coppie, come fondo/forma, addizione/sottrazione, opacità/trasparenza, campitura uniforme/ritaglio, nero/grigio, bianco/grigio…