A quando risalgono i primi impieghi della matematica in sociologia? Quale fu il ruolo di Émile Durkheim?
L’uso della statistica in sociologia risale indiscutibilmente allo studio sul suicidio condotto da Émile Durkheim nel 1897 e pubblicato nello stesso anno da Félix Alcan. Durkheim fu allievo di Fustel de Coulanges, che aveva quella che si potrebbe definire una «formazione presociologica». Subì l’influenza di Auguste Comte. All’École normale supérieure, Durkheim divideva la stanza con Jean Jaurès, noto per la sua azione politica, ma anche per l’Histoire socialiste de la Révolution française, che diresse (Jules Rouff et Compagnie, 1904). In quell’epoca si diffusero inoltre le idee socialiste e l’interpretazione dell’opera di Karl Marx.
Nel suo studio sul suicidio, confuta le tesi del senso comune basandosi su serie di cifre e tabelle statistiche. Questa esperienza è cruciale: Durkheim mostra che questo atto – individuale per eccellenza, che sembra dipendere dalla sola psicologia – obbedisce a regolarità sociali. Effettua confronti per verificare l’effetto della variabile studiata. Non disponendo di test comparativi, si limita a cogliere gli scarti tra le celle delle tabelle. Nelle Règles de la méthode sociologique (Revue philosophique, 1895), fece del confronto il metodo per eccellenza della sociologia.