Halbwachs e Fréchet: i benefici di un insegnamento comune -------------------------------------------------------------
Nel 1919, all’indomani della Prima guerra mondiale, il governo francese teneva a francesizzare i territori riconquistati dell’Alsazia e della Lorena. L’obiettivo era farne una vetrina della Francia; vi furono dunque nominati grandi nomi dell’università francese, di preferenza germanofoni. Fra questi, il sociologo Maurice Halbwachs e il matematico Maurice Fréchet, che furono chiamati a tenere insieme un corso presso l’Istituto commerciale di istruzione superiore di Strasburgo. Il corso riguardava le applicazioni della statistica ai fenomeni sociali.
L’interesse di Strasburgo per la statistica è un’eredità del periodo tedesco, quando l’università della città era un centro di ricerca in economia e statistica, in particolare con Georg Friedrich Knapp. Quale modo migliore per insegnare la statistica ai sociologi se non con un corso tenuto congiuntamente da un matematico e un sociologo?
Jean-Paul Benzécri: applicare l’analisi dei dati ----------------------------------------------------
Dopo gli studi all’École normale supérieure di rue d’Ulm, Jean-Paul Benzécri (nato nel 1932) discute una tesi sulle varietà affini sotto la direzione di Henri Cartan. Si rivolge quindi con decisione alla statistica, che insegna fino al pensionamento presso l’università Pierre-et-Marie-Curie e l’Istituto di statistica dell’università di Parigi. Lavorò più precisamente nell’ambito dell’analisi dei dati. Il suo contributo essenziale è l’introduzione dell’analisi fattoriale delle corrispondenze, che permette di determinare e ordinare gerarchicamente le dipendenze fra le righe e le colonne di una matrice.
L’analisi delle corrispondenze è stata ampiamente utilizzata nelle scienze umane, in particolare in linguistica dallo stesso Benzécri. Se ne può citare l’impiego anche in storia con Antoine Prost e, naturalmente, in sociologia con Pierre Bourdieu.
Paul Lazarsfeld: l’impatto dei media sugli elettori -------------------------------------------------------
Il sociologo statunitense Paul Lazarsfeld, di origine austriaca, nacque a Vienna. Nella sua città natale conseguì nel 1925 un dottorato in matematica applicata. Le sue idee socialiste lo spinsero a mettere le proprie conoscenze matematiche al servizio della ricerca in psicologia sociale e, nello stesso anno, fondò un istituto di ricerca dedicato a questo tema.
Invitato dalla Fondazione Rockfeller, giunse negli Stati Uniti nel 1933. Di fronte all’ascesa del nazismo, preferì restarvi e diresse allora un centro di ricerca situato a Princeton (New Jersey), trasferito però nel 1940 all’università Columbia di New York, dove ottenne presto un incarico.
I suoi lavori americani riguardarono soprattutto l’impatto dei media sugli elettori. Concluse che il loro impatto diretto era minimo, ma che i media strutturavano il pensiero dei politici, influenzando così indirettamente i cittadini.
Mise a punto nuovi metodi di raccolta e analisi dei dati. Si impegnò costantemente a fondare le analisi sociologiche sulla statistica e precisò gli schemi logici che consentivano di trarre conclusioni.
La sua influenza fu considerevole, negli Stati Uniti come in Europa. In Francia le sue idee, ma soprattutto la metodologia da lui elaborata, furono diffuse da Jean Stoezel e Raymond Boudon; quest’ultimo pubblicò nel 1972 L’Analyse mathématique des faits sociaux (Plon, 1967).