Dai tempi di Galileo e Keplero, la fisica è scritta in linguaggio matematico. Le leggi formalizzano gli esperimenti e le osservazioni. Nei secoli successivi, i diversi ambiti delle scienze naturali furono studiati separatamente, come discipline distinte, ciascuna con le proprie peculiarità e leggi. Ma i fisici cercarono ben presto una comprensione «unificata» della natura. Nel 17º secolo Isaac Newton riconciliò la meccanica celeste e quella terrestre. Nel 19º secolo James Clerk Maxwell, basandosi sui lavori sperimentali di Michael Faraday, unificò l’ottica e le teorie dell’elettricità e del magnetismo. Dal 1905 al 1916 Albert Einstein riunì la teoria geometrica dello spazio-tempo e la gravitazione. Verso la fine della sua vita cercò invano una teoria unificata dei campi che riunisse, in un modello comune, la relatività generale e la teoria elettromagnetica. Tuttavia, il percorso seguito dalla fisica del 20º secolo si allontanò dalla via tracciata da Einstein.
Verso il modello standard
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La fisica quantistica si è concentrata sul comportamento degli oggetti microscopici che, per convenzione, sono stati chiamati particelle. Dopo l’elaborazione, alla fine degli anni Venti, della prima teoria quantistica, diversi fisici si interessarono alla struttura del nucleo degli atomi. Le scoperte di particelle più o meno elementari che intervengono nelle trasformazioni dei costituenti della materia avrebbero messo in evidenza vari tipi di forze d’interazione diversi da quelli noti in precedenza.