Un individuo o un’entità dispone del libero arbitrio all’istante t se il suo stato non può essere descritto come il risultato dell’applicazione di una funzione, in senso matematico, allo stato dell’Universo precedente a quell’istante t. Si tratta di una sorta di «indeterminismo funzionale». Il teorema prende le mosse da due assiomi legati alla meccanica quantistica, detti Spin e Twin, e da Min, un assioma legato alla relatività.
Rette che emergono da un dado
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Per introdurre Spin, disegniamo su ciascuna faccia di un cubo un quadrato con lo stesso centro della faccia e i lati paralleli a quelli della faccia. Consideriamo i suoi vertici, il centro e i punti medi dei lati: in tutto nove punti. Sulle sei facce del cubo si ottengono così cinquantaquattro punti. Aggiungendo i punti medi di ciascuno dei dodici spigoli del cubo stesso, se ne contano sessantasei. Ci limitiamo però a trentatré, poiché ogni punto dell’insieme ha un simmetrico rispetto al centro del cubo e i due si trovano sullo stesso asse.
Ora, se si considerano i trentatré assi distinti, non esiste alcun modo di assegnare loro i valori 0 o 1 in modo che ogni terna di assi ortogonali rechi i valori (0, 1, 1) in qualunque ordine. Il risultato è a priori sorprendente, poiché il numero delle combinazioni possibili, 233 per l’esattezza, supera gli 8,5 miliardi.