Il gioco della vita è interamente deterministico. Del resto, l’appropriatezza della parola «gioco» è discutibile, poiché, una volta definita la configurazione iniziale, non occorre l’intervento di alcun giocatore. Si può dire che sia un gioco a zero giocatori. Cercare configurazioni iniziali interessanti, invece, è davvero un gioco per un solo giocatore!
Ben più di un gioco -------------------
In un automa cellulare, una popolazione iniziale formata da esseri monocellulari vive, dà vita a nuove cellule e talvolta muore, secondo regole immutabili. Il gioco della vita si svolge su una griglia regolare formata da quadrati unitari che tassellano il piano. Le caselle di questa griglia vivono e nascono. Il tempo in cui vivono queste cellule è discreto e scorre per «istanti» successivi. Si passa dall’istante 0 all’istante 1, poi all’istante 2, ecc., senza transizioni. Ogni cellula della griglia è viva (piena) oppure morta (vuota). La sua evoluzione dipende da ciascuna delle otto cellule vicine (due cellule vicine hanno in comune un lato o un vertice).
Le regole del gioco della vita di Conway sono elementari e tuttavia permettono di generare oggetti sorprendenti. Se, all’istante n, una cellula è viva, resta tale all’istante n + 1 se e solo se due o tre delle cellule vicine sono vive. In tutti gli altri casi, la cellula muore all’istante successivo. Se, all’istante n, una cellula è vuota, nasce e si anima all’istante n + 1 se e solo se esattamente tre delle cellule vicine sono vive. Negli altri casi, la cellula resta vuota.
Morti e nascite avvengono simultaneamente; subito prima di morire, una cellula può contribuire alla nascita di un’altra.