

L’artista Philippe Charbonneau (1936-2019), noto ai lettori di Tangente, è morto pochi giorni dopo il Salone della cultura e dei giochi matematici, al quale aveva partecipato.



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A Mouans-Sartoux, nelle Alpi Marittime, un singolare edificio cubico verde mela attira lo sguardo del viaggiatore. Dedicato all’arte concreta, dà ampio spazio all’astrazione geometrica. Vi si trovano in particolare opere di François Morellet e Josef Albers.

Nel 1956, lo scultore Antoine Pevsner dichiarava: «Ciò che vi è di più importante nella mia opera attuale […], il principio su cui oggi si fonda tutta la mia scultura, è l’uso esclusivo delle linee rette.»

L’opera dell’artista plastico Christian Lavigne coniuga splendidamente matematica, arte, poesia e soprattutto scultura digitale, settore di cui è una figura imprescindibile. È infatti autore della prima scultura digitale francese realizzata con fabbricazione additiva.

In astronomia, un «buco nero» non è né un buco né nero. L’esistenza di questi oggetti celesti fu prevista dalla teoria della relatività generale di Einstein, all’inizio del XX secolo. Fu dimostrata diversi decenni più tardi, con il rilevamento delle onde gravitazionali prodotte dalla coalescenza di tali oggetti, chiamati buchi neri. Che cosa sono, esattamente?
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