In Francia, le opere in stile gotico mostrano una quantità di elementi geometrici, in particolare nei trafori delle finestre, che sono ben più di semplici assemblaggi di segmenti e archi di cerchio. La loro simmetria, talvolta complessa, rende omaggio al talento geometrico dei loro progettisti.
All’inizio dell’architettura gotica, vale a dire tra il 1220 e il 1270 (il cosiddetto gotico primitivo), le forme impiegate sono piuttosto semplici, essenzialmente cerchi o archi. Con il gotico radiante, fino al 1380 circa, diventano più raffinate, con motivi radianti e simmetrici. Infine, nel gotico fiammeggiante, assumono forme assai elaborate, le cui linee ondulate evocano fiamme. L’architettura gotica riguardò soprattutto edifici religiosi, perciò l’analisi delle scelte geometriche adottate richiede spesso confronti con la simbologia dei numeri nelle Scritture (vedi anche le pagine 2, 20 e 36). In questa architettura, la geometria si ritrova in larga misura nei trafori, sottili ed eleganti armature in pietra formate da archi di cerchio e segmenti, che suddividono l’interno di un’apertura. Essi permettono al tempo stesso di strutturarla e di creare complessi effetti estetici.
Ciò che caratterizza i trafori è la loro simmetria. Per i progettisti delle decorazioni, è un principio di economia, poiché uno stesso motivo viene così utilizzato più volte e nella stessa dimensione. Questo è reso possibile da un importante sviluppo che favorì l’affermazione del gotico: la standardizzazione delle pietre.