Di matematica, nient’altro che articoli sulla matematica in una rivista: non ci pensate nemmeno? Si chiama Tangente? Ce n’è abbastanza per far scappare… Eppure, trent’anni dopo, l’avventura continua!
Tutto risale al 1987, quando un piccolo gruppo di «patiti di matematica» dalla fertile immaginazione lanciò la prima rivista destinata al grande pubblico interamente dedicata alla cultura matematica. Una scommessa audace, che già profuma d’ignoto, visto che porta il nome di «Tangente, l’avventura matematica».
Da allora ha dato vita a una galassia di pubblicazioni diverse, tutte gravitanti attorno alla matematica e ai giochi.
All’inizio, protagonisti provenienti da ogni ambiente (vedi riquadro) si riunirono per immaginare la linea editoriale di quell’oggetto insolito che poteva essere una rivista di cultura matematica. Unendo le loro forze e i loro pubblici, fecero sì che il numero 1 fosse ordinato da mille persone prima ancora di uscire.
Tenere tra le mani il primissimo numero è emozionante per più di un motivo: copertina a colori, carta patinata, ma impaginazione non molto sofisticata, in appena due colori. L’indice, poco dettagliato, campeggia a caratteri enormi, quasi si temesse che potesse passare inosservato. Per contro, su una cinquantina di pagine, come oggi, i contenuti sono già articolati in rubriche dai temi poco mutati, a dimostrazione che la formula ha dato prova di sé: «Passerelles», uno dei «marchi di fabbrica» della rivista, mostra quanto la matematica faccia parte della cultura e possa abbracciare ambiti assai diversi; «Savoirs» ripropone risultati matematici, classici o più recenti, «raccontandoli»; «Actions» parla del ruolo della matematica in numerosi campi; «Jeux et Problèmes» dà ampio spazio alle sfide; senza dimenticare la doppia pagina dedicata alla curva del mese, la celebre «Playmath» dell’adorabile zio Lulu. Brevi notizie d’attualità punteggiano il tutto, mentre le «Note di lettura» rendono conto delle pubblicazioni recenti. Alla fine del numero viene persino dato l’indice di quello successivo.
In questo numero-ricordo s’incontrano anche, qua e là, alcuni passaggi che suscitano nostalgia: la «notazione polacca inversa» delle prime calcolatrici programmabili HP, l’inaugurazione presso Hatier del primo server «Depann’Lycéen» su Minitel.
Tangente, la matematica fuori dagli schemi
Ma se
Tangente appartiene alla «generazione Y», è cresciuta e si è evoluta e, da rivista per liceali, si è trasformata, nella struttura e nelle modalità di diffusione, in una vera rivista per tutti. «
Azioni garantite, viaggio in 1ª e 2ª classe, collegamenti di prim’ordine, riduzioni sulle lunghe distanze, 5 000 prenotazioni, ma c’è ancora posto» annunciava con umorismo il numero 5. La scommessa è stata vinta e, se la pubblicazione si è trasformata poco a poco, lo spirito della «matematica fuori dagli schemi» di
Tangente non si è affievolito negli anni. Già nel suo numero 2,
Tangente incontrò lo scrittore Michel Tournier per parlare con lui della sua attrazione per i numeri; in seguito non esitò a presentare dossier quali «Matematica e sport» (n. 168), «Matematica e luce» (n. 164) o, più di recente, «
Matematica e cinema » (n. 178).

È questo eclettismo ad aver fatto evolvere la rivista, nella forma e nei contenuti. Sempre bimestrale, la rivista cambia veste grafica e passa alla quadricromia già con il numero 75 del giugno-luglio 2000, nel quale le superfici scolpite di Philippe Charbonneau danno il meglio di sé. Nell’indice compaiono anche i «dossier», dedicati a temi tanto diversi quanto «La Parigi insolita della matematica» o «Dove sono le donne?». Il 2000, anno mondiale della matematica, segna l’inizio della distribuzione in edicola. Interamente organizzata in «dossier», la rivista conserva sempre «Passerelles» e «Savoirs». Le copertine, dal design curato, sono sempre più colorate e accattivanti: una vera rivista di professionisti!
Per il suo ventesimo anniversario, celebrato per tre giorni presso il municipio del 5º arrondissement, Tangente cambia «look» con il numero 118: nuova veste grafica, linguette colorate che segnalano in copertina i passaggi più rilevanti, presentazione al tempo stesso più sobria e più estetica, che dà ampio spazio a illustrazioni disposte con arte. Meglio ancora, dall’aprile 2016, con il n. 169, la versione digitale di Tangente è online. Quante idee nuove, quante strade aperte verso orizzonti inattesi e, per i numeri a venire, quanti piaceri matematici in prospettiva!