Il 13 agosto 2014, durante la cerimonia di apertura del Congresso internazionale dei matematici a Seul, Maryam Mirzakhani ricevette la prestigiosa medaglia Fields insieme ad altri tre vincitori, fra cui il franco-brasiliano Artur Ávila. A 37 anni divenne la prima donna a ricevere questo premio dalla sua istituzione nel 1936. «Ha fatto vibrare una corda sensibile in me, mi ha toccata nel profondo», dichiarò in quell’occasione la matematica australiana Nalini Joshi, commossa da questo evento storico. Aggiunse che era la prima volta che una donna riceveva tale riconoscimento, dimostrando inequivocabilmente che una matematica può essere brillante quanto gli uomini più straordinari.
Ma al tempo del congresso Maryam era già malata. Colpita da un tumore al seno, temeva persino di non poter andare a Seul. Con grande coraggio — senza che la comunità matematica sospettasse nulla — riuscì a partecipare all’evento, accompagnata dalla figlia Anahita e dal marito, il matematico Jan Vondrák. Dopo una fase di remissione, nell’aprile 2016 la malattia peggiorò. Seguì allora una cura sperimentale a New York. Senza mai lamentarsi, continuando a lavorare e a occuparsi della figlia, lottò con determinazione, conservando la sua naturale gioia, venata di umorismo e persino di fantasia.
Anton Zorich, specialista del suo lavoro, nel film a lei dedicato, I segreti della superficie, racconta della sua lotta contro il cancro: «Ero certo fino all’ultimo momento che ce l’avrebbe fatta. Nessun altro avrebbe potuto riuscirci. Ma lei sì.» La malattia la vinse tuttavia qualche mese dopo, il 14 luglio 2017, senza che avesse mai smesso di proseguire le sue ricerche con perseveranza ed entusiasmo. Alla vigilia della sua scomparsa scrisse su Facebook: «Più faccio matematica, più sono felice.»
Francobollo della Repubblica islamica dell’Iran con l’effigie di Maryam Mirzakhani.