Medaglia Fields: la prima donna premiata -----------------------------------------------
Il suo percorso l’aveva portata dalle Olimpiadi internazionali di matematica (1994 e 1995) all’Università di tecnologia Sharif di Teheran, nota per i selettivi criteri di ammissione: ogni anno vi sono ammessi soltanto ottocento studenti tra i cinquecentomila che concludono gli studi secondari! Fu in questa università che sbocciò, dichiarando fra l’altro: «Più tempo dedicavo alla matematica, più ne diventavo dipendente.» Maryam fu poi assunta dall’università americana di Harvard, dove discusse una tesi sotto la direzione di Curtis McMullen (medaglia Fields nel 1998). Fu nominata professoressa a Stanford a 31 anni, prima di ricevere, al pari del suo mentore, la medaglia Fields nell’agosto 2014 «per i suoi eccezionali contributi alla dinamica e alla geometria delle superfici di Riemann e dei loro spazi dei moduli». Ancora oggi è l’unica donna ad aver ricevuto la massima onorificenza nel mondo della matematica.
Un’onda d’urto in Iran ------------------------
La notizia della morte di Maryam Mirzakhani fu in prima pagina su tutta la stampa iraniana. Alcuni quotidiani non esitarono a pubblicare una sua foto senza velo islamico, violando così la legge che obbliga ogni donna a coprirsi il capo in pubblico. Lo stesso presidente iraniano, Hassan Rohani, rilanciò la triste notizia sul suo account Instagram ufficiale. Anche il religioso pubblicò uno scatto della matematica a capo scoperto. Ne elogiò così il «ruolo simbolico nel riconoscimento del talento delle donne e della gioventù iraniana in tutto il mondo». La città di Teheran starebbe inoltre valutando di rinominare in suo onore una delle strade della capitale.
Questo aspetto liberatorio della matematica di fronte ai vincoli religiosi non è una novità in Iran. Si sa quanto questo Paese onori ancora il matematico Omar Khayy?m, i cui sonetti libertini sono intrisi di scetticismo.
Lo studio delle superfici iperboliche ----------------------------------
Uno dei colpi di genio del matematico tedesco Bernhard Riemann (1826-1866) fu quello di studiare le curve… nel campo complesso, osservando che esse possono essere considerate come superfici reali. Una superficie di Riemann è dunque una curva algebrica complessa, considerata come una superficie a due dimensioni reali. L’idea del matematico era quella di studiare queste superfici non come oggetti isolati, bensì come famiglie di oggetti che si trasformano gli uni negli altri mediante deformazioni. Introdusse la nozione di genere partendo dalla famiglia formata dalla sfera (e dalle sue deformazioni), che costituisce il genere 0, per poi passare al toro, che costituisce il genere 1, fino ad arrivare al genere g, ottenuto aggiungendo g «manici» a una sfera. L’insieme delle superfici di Riemann di genere g prende il nome di spazio dei moduli delle curve di genere g.
Maryam Mirzakhani riassumeva i suoi lavori in questi termini : «La maggior parte dei problemi che affronto riguarda strutture geometriche e le loro deformazioni. Mi interesso in particolare alle superfici iperboliche. Alcune proprietà delle superfici iperboliche possono essere comprese meglio studiando lo spazio dei moduli che parametrizza tutte le strutture paraboliche su una data superficie topologica.» E questo dimostra che, generalizzando un problema, può accadere di semplificarlo notevolmente.