Editoriale
«La distanza rende ogni cosa infinitamente più preziosa.» Arthur Charles Clarke, 2001: Odissea nello spazio (Hutchinson, 1968).

«La distanza rende ogni cosa infinitamente più preziosa.» Arthur Charles Clarke, 2001: Odissea nello spazio (Hutchinson, 1968).

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Nel XVIII secolo, molti trattati di matematica erano dedicati alla geometria pratica. Le opere esponevano numerosi problemi di misurazione di linee, superfici o corpi e la loro risoluzione. Passavano inoltre in rassegna diversi metodi per misurare il percorso più breve tra due punti.

Etimologicamente, la parola «geometria» indica la misurazione della Terra. In geometria si è dunque sempre parlato di «lunghezze» e «distanze». Da empirica, la nozione si è precisata, poi strutturata e assiomatizzata, dall’Antichità ai nostri giorni, nel corso di un lungo viaggio nel tempo e nello spazio.

Come nascono le idee quando si crea un problema di matematica? Come trovare ancora proposte originali, dopo che tanti argomenti sono stati affrontati per secoli? Come rinnovarsi quando se ne sono già ideati centinaia? Come conquistare e interessare il lettore?

Chi non ha mai sentito parlare del teorema di Talete? Eppure, questo celeberrimo enunciato geometrico è uno di quelli su cui abbiamo meno certezze storiche. Proviamo a distinguere la storia dalla leggenda...
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