Gaspard Monge (1746–1818), brillante matematico ma figlio di un mercante ambulante, assunto come disegnatore nel 1765 alla scuola militare di Mézières, non poté, malgrado il suo talento riconosciuto da tutti, diventare ufficiale del genio perché non apparteneva a una famiglia nobile.

Le cerimonie di premiazione alla fine dell’anno scolastico erano feste che evocavano i vestiti della domenica, le madri con il cappello a veletta, i lunghi e numerosi discorsi repubblicani, l’incoraggiamento alla lettura e la rivincita dell’alunno premiato, capace di superare le disuguaglianze di fortuna e di rango sociale. Oggi non sono che un ricordo, scomparso nel turbine del Maggio 1968. Ma già prima erano contestate da alcuni ministri, che stigmatizzavano un eccessivo individualismo: così il Concours général fu abolito nel 1904 (poi ripristinato nel 1921), con la motivazione che la preparazione metodica degli alunni più inclini a ottenere premi avveniva a scapito degli altri.
Il rito annuale della premiazione non tornerà: oggi sembra impossibile immaginare che ottenere un premio possa costituire, a scuola, un motivo per superare se stessi. Ma la scomparsa della cerimonia pone la questione di ciò che chiamiamo elitismo.
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L’uguaglianza non è livellamento verso il basso -----------------------------------------