Fu professore associato all’università di Rennes (Ille-et-Vilaine) nel 1960 e nel 1965 fu promosso all’Istituto di statistica dell’università di Parigi (ISUP). Ideò il metodo dell’analisi delle corrispondenze, impiegato in diversi ambiti della ricerca, in particolare in linguistica, sociologia, storia e archeologia… insomma, in tutte le discipline in cui occorre dare un senso a un accumulo di dati che l’intelligenza umana non riuscirebbe altrimenti ad assimilare.
Il procedimento consiste anzitutto nel raccogliere i dati sotto forma di una tabella che associa, da un lato, gli oggetti e, dall’altro, le rispettive variabili descrittive. A questa tabella si applica l’analisi fattoriale delle corrispondenze, per individuare e rendere visibili le principali caratteristiche strutturali della base di dati, sotto forma di nubi di punti proiettate in vari piani fattoriali. Questo metodo è esplorativo e non presuppone il risultato.