János Neumann (1903–1957), che diventerà John von Neumann al momento della naturalizzazione statunitense nel 1937, nacque a Budapest nel 1903. Il suo professore della scuola secondaria di primo grado, László Rátz, che colse molto presto le sue doti eccezionali, dovute in gran parte a una memoria eidetica (che gli consentiva di ricordare per sempre ogni libro letto), lo indirizzò verso Michael Fekete («nero» in ungherese), allievo del celebre Lipot Fejér («bianco» in ungherese) che, con il suo nome tedesco Weiss, era stato a sua volta allievo di Hermann Schwarz… Neumann pubblicò il suo primo articolo con Fekete a 18 anni (e per questo lavoro ottenne il premio Eötvös).
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«Ho avuto paura di lui!» ---------------------------
Su imposizione economica del padre, intraprese studi di chimica a Berlino, dove incontrò Albert Einstein, pur seguendo occasionalmente i corsi di Fejér insieme a Edward Teller (padre della bomba H). Conseguì il diploma in chimica nel 1925 e il dottorato in logica matematica nel 1926. In quell’epoca George Pólya, grande specialista dell’arte di risolvere i problemi, presentò in una conferenza un difficile problema aperto e, dopo cinque minuti, János si alzò, andò alla lavagna e ne espose una dimostrazione. E Pólya dichiarò: «Da quel giorno ho avuto paura di lui!»
Studiò poi a Gottinga, dal 1926 al 1927, sotto la direzione di David Hilbert, dove incontrò Robert Oppenheimer (padre della bomba A). Vista la piega presa dagli eventi in Europa, nel 1933 si stabilì negli Stati Uniti con molti suoi compatrioti (Teller, Szilárd, Wigner, von Kármán…). Einstein avrebbe allora detto che gli extraterrestri non solo esistono, ma sono all’IAS (Institute for Advanced Study, a Princeton), parlano una strana lingua che soltanto loro comprendono e sostengono di provenire da un paese sconosciuto e lontano, l’Ungheria.