Claude-Gaspar Bachet de Méziriac, che studiò dai gesuiti e fece persino parte di quell’ordine per un anno, viveva da aristocratico nella sua tenuta di Bourg-en-Bresse e frequentava personalità del mondo letterario, come Vaugelas, con il quale compose poesie in italiano. Fu tra i primi a entrare nella neonata Académie française. Dal 1634 occupò il tredicesimo seggio, che in seguito fu occupato da molti altri illustri personaggi: Jean Racine (nel 1672), Pierre Loti (nel 1891), Paul Claudel (nel 1946), Maurice Schumann (nel 1974), Pierre Messmer (nel 1999). Oggi vi siede Simone Weil, dal 2010.
Bachet non era propriamente un matematico, ma enunciò e dimostrò il primo teorema di Bézout sui numeri primi tra loro. Resta inoltre noto come il primo autore francese di un libro di ricreazioni matematiche, spesso ristampato e ampiamente utilizzato sin dalla prima pubblicazione, nel 1612. Matematico abile, fu anche autore di un manoscritto latino intitolato Elementorum Arithmeticorum Libri (Elementi di aritmetica). Uomo di vasta cultura, tradusse in latino l’Arithmetica di Diofanto e la arricchì di numerose note di suo pugno. Fu peraltro su una copia di questa traduzione che Fermat annotò di possedere una dimostrazione completa del suo celebre ultimo teorema…
L’universalità della sua cultura ne fa il modello stesso dell’uomo colto e dell’umanista del 17º secolo.