il totale a 100. Ciò consente di confrontare più facilmente situazioni diverse rispetto a quelle con totali differenti. L’imperatore Augusto introdusse, per esempio, un’imposta dell’1% sulla vendita di beni di consumo, nota con il nome di centesima rerum venalium. Bisognò tuttavia attendere la fine del Medioevo e lo sviluppo dei commerci perché il loro uso si diffondesse. Non è un caso che ciò coincida anche con l’estensione dell’uso delle cifre arabe in Occidente. Se la scelta del 100 deriva dal sistema di numerazione in base 10, la rapida comprensione dei dati è favorita dall’uso della notazione posizionale.
Un nome e un simbolo ---------------------
In francese, il termine «pour cent» è del tutto esplicito. Non è così in altre lingue, come l’inglese (con percent) o il tedesco (con Prozent), mentre 100 si dice rispettivamente hundred e hundert. Questa terminologia compare in realtà in italiano, dove l’espressione per cento si trova fin dal 14º secolo. In quell’epoca, tuttavia, la si incontra spesso nella forma latina per centum. In un manoscritto datato 1425 compare per la prima volta la notazione p.
, dove la p è l’abbreviazione di per e i due piccoli cerchi indicano cento. Da allora la p. è scomparsa e la barra di frazione è diventata obliqua.