Mary Somerville (1780-1872) è una matematica nota in Francia per la sua traduzione della Mécanique céleste di Laplace (vedi Pierre-Simon Laplace, Bibliothèque Tangente 88, POLE, 2024). La sua vita testimonia la tenacia da autodidatta che la condusse al riconoscimento. Le Personal recollections, pubblicate dalla figlia, ci permettono di entrare nella sua vita privata.

Un primo marito poco comprensivo

Durante l’infanzia, Mary Fairfax, il suo nome da nubile, leggeva molto, cosa che alla sua famiglia non piaceva. Anche il suo primo marito nutriva scarsa simpatia per gli interessi matematici della moglie:
«Mio marito mi aveva portata nella sua casa da scapolo a Londra, estremamente piccola e mal ventilata. Avevo la chiave dello square vicino, dove ero solita passeggiare. Trascorrevo sola tutta la giornata e continuai quindi i miei studi di matematica e altre attività, ma in condizioni assai sfavorevoli; infatti, benché mio marito non mi impedisse di studiare, non trovavo in lui alcuna comprensione, poiché aveva una pessima opinione delle capacità del mio sesso e non possedeva né conoscenze né interesse per alcuna forma di scienza. Presi lezioni di francese e imparai a parlarlo in modo da farmi capire. […]
Non frequentavo la società; mi alzavo presto e, avendo molto tempo, ripresi gli studi matematici. A quell’epoca avevo studiato la trigonometria piana e sferica, le sezioni coniche e l’Astronomia di Fergusson. Credo che sia stato subito dopo il mio ritorno in Scozia che tentai di leggere i Principia di Newton. Li trovai estremamente difficili ed è certo che non li compresi prima di riprenderli qualche tempo dopo, quando studiai quest’opera meravigliosa con grande assiduità e redassi numerose note e osservazioni al riguardo.»