Non mancano esempi di carriere matematiche proseguite fino a un’età relativamente avanzata o iniziate tardi. Le poche donne che, nella storia, nonostante tutti gli ostacoli, sono riuscite a ottenere bei risultati si trovano spesso in una di queste situazioni.
Sono quasi sconosciute, «collaboratrici» nell’ombra di un marito, di un padre o di un figlio. Il marchese Guillaume de l’Hôpital (1661‒1704), autore tra l’altro di L’Analyse des infiniment petits pour l’intelligence des lignes courbes, sposò nel 1688 Marie-Charlotte de Romilley de la Chesnelaye. Nelle biografie più diffuse è menzionata come matematica, senza ulteriori precisazioni: all’epoca, ciò significava tutto e niente. Si può supporre che fosse una stretta collaboratrice del marito. Fu infatti lei a pubblicarne le opere postume e seguì da vicino le discussioni matematiche intorno a quell’opera, fino alla sua morte nel 1737.
Poco più tardi, nel 19º secolo, la scozzese Mary Somerville (1780‒1872) dovette attendere la morte del primo marito per avere la libertà di dedicarsi allo studio della matematica. Sostenuta dal secondo marito, divenne una celebrità del mondo scientifico, iniziando nel 1831 con una traduzione inglese della La Mécanique céleste di Simon Laplace, alla quale aggiunse numerose osservazioni e spiegazioni matematiche. Ricordava tuttavia che poteva dedicarsi ai suoi lavori matematici solo dopo aver assolto i doveri di padrona di casa e donna di mondo. La sua vita scientifica proseguì fino alla morte, mentre continuava a battersi per i diritti delle donne. Fu inoltre una delle insegnanti di Ada Lovelace, morta troppo giovane dopo il suo promettente lavoro con Charles Babbage.
Nel 20º secolo le donne conquistarono (molto) lentamente alcuni nuovi diritti. Da allora, grandissime matematiche dimostreranno di poter condurre anch’esse carriere lunghissime e ricche. La britannica Mary Lucy Cartwright (1900‒1998) fu un’allieva brillante; superò con successo gli esami di Oxford, almeno la parte consentita alle ragazze. Dovette aspettare il 1930 per conseguire il dottorato e mostrò allora qualità eccezionali per la ricerca. Durante la seconda guerra mondiale lavorò con il matematico John Littlewood al problema dei segnali radio che non sembravano coerenti con i modelli. Era una questione vitale per le operazioni sul campo. I due scoprirono allora numerosi fenomeni che costituirono i primi elementi della teoria del caos. Nel 1947 fu la prima donna a essere eletta membro della Royal Society of England. Proseguì le sue ricerche, ricevendo numerose medaglie. Nel 1969 diventò Dame Mary Cartwright. Continuò, quasi fino alla morte, a partecipare a convegni in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Polonia…