Gli storici di Talete ------------------------
Lo storico greco Erodoto (–484, –420) avrebbe raccolto racconti sulla vita del grande geometra. Poco dopo, Eudemo di Rodi, allievo di Aristotele, redasse una Histoire des mathématiques. Geronimo di Rodi, anch’egli discepolo di Aristotele, fu autore di memorie storiche. Apollodoro, detto il Calcolatore (2º secolo a.C.?), avrebbe scritto cronache, andate perdute, nelle quali menziona Talete. Victor Hugo ne parla del resto in Promontorium somnii. Plinio il Vecchio, scrittore e naturalista romano del 1º secolo d.C., raccolse le conoscenze scientifiche della sua epoca. Sotto il regno di Nerone, la rinomata storica Panfila realizzò numerose compilazioni. Negli anni successivi, Plutarco (46-125), filosofo e biografo della Roma antica, raccontò di Talete nel suo Banquet des sept sages. Diogene Laerzio, dossografo e biografo del 3º secolo, fu a lungo considerato la fonte più seria e completa sui filosofi dell’Antichità. Proclo (412-485), filosofo neoplatonico, narrò il viaggio di Talete in Egitto. Infine, nel 19º secolo, lo storico della scienza Paul Tannery dedicò a Talete un intero capitolo della sua opera Pour l'histoire de la science hellène (Jacques Gabay, 1990) e un altro alla «tradition touchant Pythagore, Œnopide et Thalès» della sua Géométrie grecque (Gauthier-Villars, 1887), in cui fa il punto sulle certezze e soprattutto sui dubbi storici riguardanti lo studioso di Mileto.
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Menelao e Ceva ----------------