Contare i poliedri regolari ---------------------------------
Quanti poliedri regolari sono possibili? A questa domanda si risponde con grande semplicità grazie alla formula di Eulero!
Un poliedro è regolare se tutte le sue facce sono poligoni regolari (con p lati) e se in ogni vertice convergono lo stesso numero q di facce. Ogni faccia fornisce p lati, che si raggruppano a due a due per formare A = p (F / 2) spigoli. In ogni vertice si incontrano q spigoli, dunque A = q (S / 2); non dimentichiamo che uno spigolo ha due estremità. Sostituiamo nella formula di Eulero F + S = A + 2 le espressioni di S e F in funzione di A; otteniamo 2A / p + 2A / q = A + 2. Raccogliamo e riduciamo allo stesso denominatore; si ottiene A (2p + 2q – pq) / pq = 2. Aggiungiamo e sottraiamo 4 nella parentesi, ottenendo A (4 – (p – 2)(q – 2)) / pq = 2.
Poiché A, p e q sono numeri interi strettamente positivi, una relazione di questo tipo è possibile solo se (p – 2)(q – 2) < 4. Inoltre, dato che p ≥ 3 e q ≥ 3, gli unici casi ammissibili sono i seguenti:
pqPoliedroASF
33Tetraedro644
34Ottaedro1268
35Icosaedro301220
43Cubo1286
53Dodecaedro302012
L’aritmetica ci fornisce così cinque possibili poliedri regolari. I vincoli geometrici non riducono questo insieme: esistono dunque proprio cinque solidi di questo tipo, detti platonici.

Il cubo (in viola), il dodecaedro (in rosso), l’icosaedro (in giallo),

il tetraedro (in verde) e l’ottaedro (in blu).
La formula di Eulero–Poincaré–Schläfli -------------------------------------
Henri Poincaré e Ludwig Schläfli riuscirono a generalizzare la formula di Eulero, valida nello spazio di dimensione 3, a qualunque d-politopo, cioè a qualunque poliedro convesso limitato di dimensione d (ossia un’intersezione di un numero finito di semispazi chiusi nello spazio a d dimensioni). Questa generalizzazione fornisce, per un d-politopo P, una relazione tra i numeri delle k-facce (per 0 ≤ k ≤ d – 1) di P. Vale infatti la seguente elegante formula, in cui *fk (P) indica il numero delle k*-facce di P:
∑k=0d−1(−1)kfk(P)=1+(−1)d−1.\sum\limits_{k=0}^{d-1}(-1)^kf_k(P)=1+(-1)^{d-1}.
Quando d = 2, P non è altro che un poligono convesso; le sue 0-facce sono i vertici e le sue 1-facce coincidono con i lati. La formula, che si scrive f0 (P) = f1 (P), indica che P ha tanti vertici quanti lati.
Per d = 3, ritroviamo la formula di Eulero: S = f0(P), A = f1 (P) e F = f2 (P).
Per d = 4, la somma del numero di vertici e del numero di facce piane è uguale alla somma del numero di spigoli e del numero di facce tridimensionali. Questo risultato si può verificare sui sei tipi di 4-politopi regolari (i policori), analoghi dei poligoni regolari in dimensione 2 e dei solidi platonici in dimensione 3. Poiché ogni policoro è imparentato con un poliedro regolare (tranne l’ipergranatoedro, o 24-celle), il suo nome si forma anteponendo il prefisso «iper» al nome del poliedro corrispondente.
PolicoroNumero di vertici (k = 0)Numero di spigoli (k = 1)Numero di 2-facce (k = 2)Numero di 3-facce (k = 3)
Ipertetraedro51010 (triangoli)5 (tetraedri)
Ipercubo163224 (quadrati)8 (cubi)
Iperottaedro82432 (triangoli)16 (tetraedri)
Ipergranatoedro249696 (triangoli)24 (ottaedri)
Iperdodecaedro6001 200720 (pentagoni)120 (dodecaedri)
Ipericosaedro1207201 200 (triangoli)600 (tetraedri)
L’iperpiano di Eulero -------------------
Si può dare un’elegante interpretazione geometrica della formula di Euler–Poincaré–Schläfli ricorrendo al vettore f (P) = ( f0 (P), f1 (P), f2 (P)… *fd*–1(P)), detto vettore f associato a P, e all’iperpiano di Eulero H definito dall’equazione
∑k=0d−1(−1)kxk=1+(−1)d−1.\sum\limits_{k=0}^{d-1}(-1)^kx_k=1+(-1)^{d-1}.
Gli f-vettori di tutti i d-politopi si trovano in H, ma non appartengono tutti a uno stesso sottospazio di dimensione inferiore a d – 1.
Così, nello spazio di dimensione 3 (dove x0 = x, x1 = y e x2 = z), H è il piano di equazione x – y + z = 2; tutti gli f-vettori appartengono a questo piano, ma non sono tutti contenuti in una stessa retta. Nello spazio di dimensione 4 (dove le coordinate dei punti sono spesso indicate con x, y, z e t), gli f-vettori di tutti i 4-politopi appartengono al sottospazio tridimensionale definito dall’equazione x + z = y + t, ma non si trovano tutti in uno stesso piano.