La tangente e la secante -------------------------
Lo studio delle proprietà delle curve prese slancio nel 17º secolo grazie all’introduzione delle coordinate cartesiane. Il problema di determinare la tangente in un punto era considerato essenziale. Poiché le opere scientifiche erano scritte in latino, per designare questa retta si usava il participio presente tangens, di un verbo che significa «toccare». Parallelamente, negli scambi epistolari, i matematici francesi, come Cartesio, usavano l’equivalente francese «touchante». Il primo si impose nel nostro Paese fin dal secolo successivo.
In opposizione alla tangente, che sfiora la curva, la secante la taglia senza esitazione. La prima è spesso considerata «il limite» della seconda. L’aggettivo «secante» fu formato nel Rinascimento sul participio presente del verbo latino secare, che significava «tagliare». Il termine «secante» per designare una retta è attestato già in Simon Stevin all’inizio del 17º secolo. Ritroviamo questa radice in diverse parole matematiche, come «segmento», cioè una porzione di retta di cui sono state «tagliate le due estremità». In origine si parlava anche di segmento di cerchio, oggi designato con il termine arco di cerchio.
Dare un nome agli archi trigonometrici --------------------------------
La parola «seno» deriva da una confusione tra due parole arabe. Il termine «semicorda», usato dall’astronomo e matematico indiano Aryabhata (476‒550), si trasformò in una parola che designa la piega di un abito o di un velo, tradotta in latino con sinus, che ha lo stesso significato.