Eccoci a Vanuatu (un tempo Nuove Ebridi), un arcipelago del Pacifico formato da 83 isole, e più precisamente presso i Raga del nord dell’isola di Pentecoste (carta qui a fianco). Vi si pratica un’attività chiamata «disegno sulla sabbia», una finestra aperta sul mondo così come lo vedono i Raga.

I trattini verdi indicano le aree in cui si pratica il disegno sulla sabbia.

Con una popolazione attuale di circa 315 000 abitanti, Vanuatu possiede la più alta densità linguistica al mondo, con 138 lingue censite. Questa situazione si traduce in realtà culturali diverse e, pur esistendo tratti comuni a tutte le società di Vanuatu, numerose varianti culturali permettono a ciascuna di distinguersi. Parleremo dunque più avanti del «disegno sulla sabbia di Vanuatu», ma occorre tenere presente che questa pratica è diffusa solo nelle isole centrali. Sebbene in queste isole sia conosciuta da tutti e i disegni più semplici circolino liberamente, solo pochi esperti — uomini e donne che chiameremo praticanti — conoscono i disegni più ardui. Possono essere persone di ogni età: giovani disegnatori che creano nuovi disegni oppure anziani riconosciuti per la loro conoscenza enciclopedica della pratica. Aggiungiamo che quest’arte effimera — il disegno viene cancellato non appena è terminato — stimola la narrazione: i praticanti concludono generalmente i loro disegni raccontando un mito o una fiaba. Non è raro che facciano allora appello all’immaginazione degli spettatori, suggerendo nel disegno dettagli legati alla loro storia: luoghi, personaggi, animali…