L’impiego industriale del calore è recente, anche se la prima macchina a vapore fu costruita già nell’Antichità (nel 1
o secolo della nostra era). All’epoca, però, nessuno aveva previsto l’incredibile potenziale della macchina presentata da Erone di Alessandria, basata su un modello proposto da Vitruvio un secolo prima. Diciotto secoli più tardi, mentre James Watt (1736‒1819) lavorava per perfezionare la sua macchina a vapore, l’economista e filosofo Adam Smith, nella stessa università di Watt, curiosamente non ne fece cenno nel celebre saggio
Richesse des nations (1776), senza dunque intravedere affatto che proprio lì risiedeva il futuro dell’industria. Fu in Francia, alla fine del XVIII
e secolo, che videro la luce i primi sviluppi di quella che sarebbe diventata la termodinamica. Il nome è ben scelto, poiché evoca insieme il calore e il movimento.