La teoria dei giochi comparve nella comunità matematica negli anni Venti del Novecento. Mira a prevedere il comportamento di agenti economici il cui obiettivo è massimizzare i propri guadagni attraverso scelte razionali. Nel 1950, in un brevissimo articolo derivato dalla sua tesi, il matematico John Nash dimostrò che, a determinate condizioni, ogni gioco con un numero finito di giocatori ha almeno un punto fisso, che chiamò «equilibrio». L’equilibrio di Nash si raggiunge dunque quando nessun giocatore rimpiange la propria scelta, perché non avrebbe potuto fare meglio alla luce delle previsioni sulle scelte degli altri giocatori. Questo risultato è considerato uno dei più importanti della teoria dei giochi: ha moltissime applicazioni e nel 1994 fu consacrato dal «premio Nobel» per l’economia. Nash ricevette inoltre il prestigiosissimo premio Abel nel 2015. Purtroppo il matematico statunitense morì con la moglie nel taxi che li riportava dall’aeroporto dopo la cerimonia di consegna del premio in Norvegia.

John Forbes Nash (1928–2015).

Nash, un uomo d’eccezione --------------------------
Nel corso della sua carriera John Nash produsse lavori davvero notevoli, in campi estremamente vari e spesso lontani dalla teoria dei giochi. Tuttavia fu colpito da gravi crisi di schizofrenia; dagli anni Sessanta alternò ricoveri in ospedali psichiatrici a periodi di produzione matematica. Divenne celebre mentre era ancora in vita essendo, attraverso l’attore Russell Crowe, il protagonista del film A Beautiful Mind (Un uomo d’eccezione, Ron Howard), uscito nel 2001 e tratto dall’omonima biografia di Sylvia Nasar (Simon & Schuster, 1998).