Il matematico italiano Giuseppe Peano (1858-1932) lasciò un’opera ricca e varia. L’oggetto più affascinante è la curva che porta il suo nome, il primo esempio di curva continua che «riempie» una superficie. Questa curva, introdotta nel 1890 nel breve articolo Sur une courbe, qui remplit tout une aire plane (in francese nel testo, benché l’articolo fosse pubblicato nella prestigiosa rivista tedesca Mathematische Annalen), è uno dei primi esempi di quelle che oggi chiamiamo curve frattali. Alla fine delle quattro pagine, Peano collega il proprio lavoro a quello del tedesco Georg Cantor (1845-1918), al fatto che un segmento e un quadrato abbiano lo «stesso numero di punti», ossia che sia possibile metterli in biezione.
Le tracce di Peano
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Il nome di Peano ricorre anche quando si apprende il principio di induzione o si riflette sulle proprietà dei numeri naturali. Le proprietà più fondamentali sono oggi chiamate «assiomi di Peano», in seguito a una pubblicazione di 36 pagine (questa volta in italiano), Arithmetices principia nova methodo exposita, datata 1889. Con questo lavoro influenzò durevolmente la logica e la riflessione sui fondamenti della matematica.