Un’ipotesi inutile

Annotando in fretta l’aneddoto su un foglio di carta, Victor Hugo, che non lo vide mai pubblicato in vita, non immaginava certo quale sarebbe stato il suo destino: «Il Sig. Arago aveva un aneddoto preferito, scriveva nel 1847. Quando Laplace ebbe pubblicato la sua Mécanique céleste, diceva, l’imperatore lo fece chiamare. L’imperatore era furioso. — Come, esclamò vedendo Laplace, voi fate l’intero sistema del mondo, date le leggi di tutta la creazione, e in tutto il vostro libro non parlate neppure una volta dell’esistenza di Dio! — Sire, rispose Laplace, non avevo bisogno di quell’ipotesi.»
Questa punchline è ormai diventata il motto di una forma di ateismo in cui la matematica prenderebbe il posto di Dio. In realtà, l’intenzione di Laplace probabilmente non si spingeva così lontano.
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Per Laplace, convinto sostenitore del determinismo, si trattava probabilmente piuttosto di una critica alla visione newtoniana di un Dio che si supponeva intervenisse un po’ troppo facilmente negli affari della Creazione.