Bienaymé e Tchebychev ----------------------
Pafnouti Lvovitch Tchebychev (1821-1894), il più celebre matematico russo del 19º secolo, non si chiamava Bienaymé, come talvolta pensano alcuni studenti. Se i nomi di questi due matematici sono associati per designare una celebre disuguaglianza, non è un caso.
Irénée-Jules Bienaymé (1796-1878) era un rispettabile ispettore delle finanze quando nel 1848 fu rimosso dal suo incarico per «mancanza di fervore repubblicano». Si dedicò allora a una brillante carriera di matematico che lo condusse all’Accademia delle scienze.
Conobbe Tchebychev nell’ottobre del 1852 e tra i due uomini nacque una forte amicizia. Il matematico russo soggiornò più volte presso lo studioso francese e quest’ultimo, appassionato di lingua russa, tradusse gli scritti dell’amico, permettendogli così di diffondere le proprie ricerche.
In un articolo volto a difendere il metodo dei minimi quadrati di Laplace dalle critiche di Denis Poisson, Bienaymé enunciò e dimostrò, nel 1853, la disuguaglianza che porta i loro due nomi. Tchebychev comprese l’importanza di questo risultato, passato inosservato al suo amico francese. Lo pubblicò e lo utilizzò per dimostrare la legge dei grandi numeri in un quadro generale. La notorietà del russo la fece conoscere, ma la vera disuguaglianza sta forse nel fatto che essa porta soltanto il nome di Tchebychev, tranne che nella letteratura francese.