Jean le Rond D’Alembert, uno dei più prestigiosi studiosi del 18º secolo, è celebre per aver diretto con Denis Diderot la redazione di una mitica enciclopedia. È noto anche per le sue posizioni atipiche, se non addirittura uniche, su alcuni problemi di probabilità. In particolare, il suo articolo che analizza il gioco «croce o testa» (oggi «testa o croce») fu oggetto di critiche quasi unanimi, per lo più garbate (dato il suo rango), ma talvolta virulente. Il matematico Joseph Bertrand scrisse più tardi: «Lo spirito di D’Alembert, solitamente retto e sottile, vaneggiava completamente sul Calcolo delle probabilità.» Daniel Bernoulli avrebbe persino definito le sue riflessioni «ridicole». Ancora oggi, le argomentazioni di D’Alembert vengono riprese nell’insegnamento della probabilità per mostrare che cosa non si deve fare. E se, in realtà, questo grande studioso avesse avuto un’altra visione della probabilità, altrettanto pertinente quanto quella dei grandi scienziati dell’epoca?
Un articolo polemico
--------------------
L’articolo Croce o testa, pubblicato nel 1754 nel tomo 1 di Matematica dell’Encyclopédie méthodique, concentrò su di sé le critiche. D’Alembert conclude il testo invitando i «calcolatori» a esaminarlo seriamente.