Ciò ha favorito lo sviluppo dell’orologeria di precisione (e del sestante) a partire dal 17º secolo, poiché un errore di un minuto sposta la posizione in longitudine di un miglio nautico (ossia 1 852 m). Oggi il GPS è lo strumento di posizionamento più diffuso. Si raggiungono precisioni dell’ordine del metro. È sufficiente per molte applicazioni, ma non per guidare un aereo o un’auto!
È essenziale conoscere la propria posizione, ma anche l’incertezza (o errore) che la riguarda. Il calcolo è delicato (e approssimato), perché coinvolge diversi fattori difficili da controllare. In pratica si usa un’approssimazione dell’errore modellata dalla distribuzione gaussiana; la probabilità che la posizione «vera» (sconosciuta) si trovi in un cerchio centrato sulla posizione stimata cresce con il raggio del cerchio. Questo cerchio rappresenta l’errore circolare probabile (CEP). Il cerchio visibile attorno al punto blu del GPS corrisponde di norma a una probabilità del 68%.