I componenti dell’immagine sono allora oggetti geometrici descritti dalle loro equazioni. Si possono ottenere forme più elaborate combinando forme geometriche elementari, per esempio mediante intersezioni, unioni o sottrazioni. Il software gestisce la texture dei vari oggetti (opaca, trasparente, riflettente, cromata…), le loro posizioni reciproche e la collocazione nella scena dell’osservatore e di una o più sorgenti luminose.
Si calcola quindi la traiettoria di raggi virtuali emessi a partire dall’ipotetica posizione dell’osservatore. Per ciascun raggio, si considerano gli oggetti incontrati nel rispetto delle leggi dell’ottica (riflessione, rifrazione…). Ciò consente di determinare le caratteristiche di luminosità e colore del corrispondente pixel visibile. È questa costruzione di ombre e riflessi a rendere realistica la scena. Qui il percorso del raggio è inverso rispetto a quello reale, dove la luce parte dalla sorgente e giunge all’occhio dopo essere stata riflessa dall’oggetto.