Nel cinema, i matematici sono rappresentati soprattutto attraverso due tipi di film di finzione: può trattarsi, da un lato, di un biopic che racconta la storia, più o meno romanzata, di un matematico realmente esistito. La matematica viene allora presentata attraverso questo personaggio, per definizione sempre atipico. Sono molti i matematici i cui lavori sono altrettanto notevoli, se non di più, ma che hanno avuto una vita poco conosciuta o ritenuta molto più noiosa dai registi. Questi vincoli narrativi fanno sì che il minuscolo campione di personaggi matematici la cui vita è stata portata sullo schermo tenda a plasmare lo stereotipo del matematico geniale, ossessivo ed eccentrico.
Biografie non sempre realistiche --------------------------------------
Di recente abbiamo potuto vedere una biografia molto riuscita di Srinivasa Ramanujan inL’uomo che vide l’infinito. Il film racconta i cinque anni di collaborazione tra il matematico indiano e Godfrey Harold Hardy all’università di Cambridge durante la Prima guerra mondiale. Si sofferma in particolare sulle difficoltà d’integrazione del giovane, tra il razzismo degli scienziati britannici e la durezza con cui Hardy lo trattava. In questo genere di film viene messa in risalto soprattutto la specificità del matematico, molto più del suo lavoro. Così, il filmA Beautiful Mind (Ron Howard, 2002) mostra la discesa di John Nash nella schizofrenia.The Imitation Game (Morten Tyldum, 2015) si sofferma sulle difficoltà di Turing di fronte alla propria omosessualità, considerata all’epoca uno stato patologico che conduceva a pratiche illegali. InLa teoria del tutto (James Marsh, 2015), è la lotta di Stephen Hawking contro la malattia di Charcot a essere presentata attraverso l’adattamento cinematografico del libroVerso l’infinito, la mia vita con Stephen, della moglie Jane Hawking (Terra Nova, 2015).