Anzitutto perché il suo materiale prediletto, il vetro, è ben poco usato nella scultura; inoltre perché si è interessato da vicino alla struttura dei nodi… insieme a un matematico. Le immagini virtuali nate dal lavoro del messicano Aubin Arroyo assomigliavano sorprendentemente alle sculture di Othoniel. Il matematico le aveva viste su Internet nel 2015, in particolare il suo Nœud pivoine, in perle di vetro soffiato specchiato: un vero nodo borromeo, intreccio di tre cerchi impossibili da separare, ma tale che l’eliminazione di uno libera gli altri due. I due si incontrarono allora e discussero di questa coincidenza; fu Arroyo a selezionare il Nœud infini dello scultore francese, esposto nella sala «Imaginario Matematico» del Museo delle scienze di Città del Messico. Da questo incontro nacque un libro, Nudos salvajes («Nodi selvaggi»), pubblicato dalle Éditions Othoniel. Già nel 2016 il progetto Living by numbers, un gigantesco abaco dalle perle multicolori di Othoniel, era stato scelto per il monumento AIDS realizzato ad Amsterdam (Paesi Bassi) a sostegno delle vittime dell’HIV. Questo abaco permette di registrare ogni anno il numero di persone colpite nel mondo, nella speranza che un giorno il contatore torni a zero.

Nodo peonia,

nodo borromeo.