Il cinese è senza dubbio una delle lingue in cui imparare a contare è più facile, perché la numerazione è rigorosamente decimale. Ecco la pronuncia dei numeri in mandarino:
012345678910
lingyiersansiwuliuqibajiushi
I numeri fino a 99 si ottengono usando queste dieci parole. Per esempio, 20 si dice er shi , cioè «due-dieci», e 69 si dice liu shi jiu , ossia «sei-dieci-nove». Per superare 100, basta conoscere le parole seguenti:
10 2 10 3 10 4 10 8 10 12 10 16
baiqianwanyizhaojing
Potete quindi dire 6918: liu qian jiu bai shi ba .
Per i numeri successivi, i Cinesi raggruppano le cifre diversamente da noi: secondo potenze di 4 anziché di 3. Hanno quindi bisogno di una parola per ogni 10 4 * n * e 345 6918 si dice 345 × 10 4 + 6918, ossia san bai si shi wi wan liu qian jiu bai shi ba . B. H.
Due numerazioni contemporanee ---------------------------------
Oggi esistono due modi di scrivere i numeri: la numerazione in «scrittura piccola» (xiaoxie ), relativamente semplice e usata nella vita quotidiana, e la numerazione in «scrittura grande» (daxie ), la cui complessità la rende più difficile da falsificare, da cui il suo impiego nelle operazioni finanziarie (per esempio sugli assegni, proprio come noi scriviamo gli importi in lettere). Quest’ultima fu elaborata sotto l’imperatrice Wu Zetian (regno: 690-705), poi rielaborata sotto Hongwu (regno: 1368-1398). Ecco dunque come si scrivono, secondo queste due tradizioni, i numeri di cui abbiamo visto in precedenza la pronuncia:
La numerazione erudita -----------------------
I matematici di lingua cinese rappresentavano concretamente i numeri con bacchette di bambù (un po’ come i sassolini dell’antica Grecia (psephoi) o di Roma (calculi)). Si alternano bacchette verticali e orizzontali per evitare ogni ambiguità sulla posizione; due gruppi successivi di bacchette parallele indicano uno spazio vuoto (in realtà, per così dire, un numero dispari di «zeri»!). Questa notazione, detta «delle bacchette di calcolo» (suanchou), è attestata fin dal 1º secolo a.C. (e probabilmente esisteva già dal 3º secolo), ossia circa mille anni prima delle prime tracce di cui disponiamo della numerazione indiana!

Bacchette di calcolo, Museo nazionale del folclore della Corea.

Per ragioni pratiche, questo sistema si evolse naturalmente in un sistema di palline, antenato dell’abaco. Tuttavia, se le bacchette sono scomparse, la notazione scritta sotto forma di bacchette di calcolo compare nei testi cinesi.
Per esempio, il numero 1906 si scrive
dove viene lasciato uno spazio vuoto per indicare l’assenza di decine. F. L.