I primi documenti matematici disponibili (
vedi l’articolo «Fonti e varietà delle cosiddette matematiche cinesi») risalgono agli inizi dell’Impero cinese, la cui prima fase di unificazione politica si colloca fra il terzo secolo prima e il terzo secolo della nostra era. In quest’epoca si instaurano le istituzioni essenziali dell’Impero, anche nelle sfere del sapere: si organizzano archivi, si compilano bibliografie, si raccolgono dati, per esempio astronomici, nel corso di campagne di misurazione e li si ordina. È anche il momento in cui si definisce ciò che saranno i classici, come i testi confuciani in filosofia, e si lavora a stabilirne il testo. Lo stesso avviene in matematica: probabilmente nel primo secolo si porta a termine l’opera destinata a diventare, in un certo senso, il classico della disciplina:
I nove capitoli sulle procedure matematiche (
vedi l’articolo «I nove capitoli, un’opera fondatrice»), il cui titolo sarà qui di seguito abbreviato in
I nove capitoli . Il lavoro editoriale al termine del quale fu prodotta l’opera proseguì per secoli, iniziando, secondo la più antica testimonianza disponibile, nel secondo secolo prima della nostra era e basandosi su frammenti di testi antichi. Non siamo ancora in grado di descrivere la genesi di questa sintesi di conoscenze matematiche anteriori. Tuttavia, dagli anni 1980 l’archeologia porta alla luce manoscritti matematici degli inizi dell’impero e fornisce progressivamente elementi di risposta a questa questione. Molti matematici successivi, fino al XVII
º secolo, faranno riferimento a quest’opera, la studieranno e la assumeranno come fonte e modello.