L’analfabetismo numerico, una piaga -----------------------
Si dice spesso: «Non occorre intendersi di meccanica, l’essenziale è avere un buon meccanico!» In matematica è del tutto diverso, contrariamente a quanto sembra pensare Luc Ferry, ex ministro dell’Istruzione, quando ha affermato di recente (nella trasmissione mattutina di LCI lo scorso 15 febbraio): «Nella vita quotidiana, la matematica non serve assolutamente a nulla. Come il 90% dei francesi, non ho mai usato, neppure per trenta secondi, ciò che ho imparato in matematica durante tutta la mia scolarità.» Ritiene in qualche modo che basti avere buoni matematici e che il resto della società possa accontentarsi di conoscenze scarse in questo campo. Le calcolatrici e altri strumenti moderni sopperiranno a questa carenza. È del tutto falso: saper calcolare è necessario nella vita quotidiana, consente di accedere a numerosi posti di lavoro e perfino di adempiere al proprio dovere di cittadino. L’analfabetismo numerico sta al calcolo come l’analfabetismo funzionale sta alla lettura. In Francia è in aumento e si stima che ne soffra circa il 10% della popolazione. A differenza dell’analfabetismo funzionale, è presente perfino nelle classi agiate e si stima che il 70% degli adulti abbia difficoltà a eseguire semplici calcoli. Il rapporto Villani–Torossian (vedi Tangente 181) è una boccata d’ossigeno: speriamo che abbia effetti concreti, è urgente!
Un buon cittadino deve saper fare i conti ----------------------------------
Spesso si dimentica che saper fare i conti è indispensabile per formare cittadini. Quanti politici, nei loro discorsi elettorali, quanti giornalisti, nei loro editoriali, fondano i propri ragionamenti su dati economici e percentuali? Come si può formare un’opinione obiettiva se non ci si rende conto di ciò che rappresentano? Questi discorsi fanno spesso ricorso a grandi numeri. Quando si annuncia che il disavanzo della previdenza sociale era pari a 5,1 miliardi di euro nel 2017, che il debito della Francia ammontava a 2 255 miliardi di euro nel primo trimestre del 2018… come valutare questi numeri (i giornalisti direbbero «queste cifre») se non li si rapporta rapidamente alla popolazione francese? Un miliardo di euro, in Francia, equivale così a circa 15 € per ogni francese. Non saper fare i conti espone al rischio di essere raggirati da un discorso ben congegnato. Peggio ancora, talvolta induce, al contrario, a rifiutare ogni ragionamento articolato e a lasciarsi affascinare da discorsi populisti spesso vuoti. Riferimento: Questions de maths utiles. Hervé Lehning, J’ai lu, 2013.
Il calcolo nella vita professionale -------------------------------------
Le buone guide rivolte ai diplomati sono chiare: molte professioni richiedono una solida preparazione matematica. Ciò che talvolta si dimentica è che molti altri mestieri, apparentemente lontani dalla matematica, richiedono una buona padronanza del calcolo. Il suo impiego può essere diretto, come nei numerosi impieghi di segreteria e contabilità. In altri ambiti, il calcolo serve a fondare la pratica e a individuarne i limiti. Un medico, per esempio, valuterà meglio l’affidabilità di un farmaco, di un test, di un vaccino se possiede nozioni di statistica e dei relativi paradossi (vedi Mathématiques et Médecine, Bibliothèque Tangente 58). I nostri vicini britannici si sono interrogati più di noi sull’importanza di saper calcolare per la loro economia e hanno valutato in diversi miliardi di sterline l’impatto negativo sul loro PIL delle carenze in questo campo. Quante decisioni sbagliate derivano da stime o approssimazioni errate e causano perdite rilevanti alle imprese! Calcolatrici e software sono naturalmente strumenti essenziali, ma solo una rapida stima del risultato atteso e degli ordini di grandezza in gioco permette di individuare un errore nell’inserimento dei dati o un uso scorretto degli strumenti.