Nella mente del giovane Galois
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All’inizio del 1827, Galois scoprì la matematica nella classe preparatoria di matematica del Sig. Vernier. Già allora si distingueva per il suo modo di affrontarla: « I libri elementari di algebra non soddisfecero mai Galois, perché non vi trovava l’impronta degli inventori. »
Il suo biografo, Paul Dupuy, ci fornisce anche indicazioni sui libri che Galois divorò oltre ai suoi manuali. Si tratta degli Éléments de géométrie di Legendre e di varie opere di Lagrange: Traité de la résolution des équations numérique de tous les degrés, Théorie des fonctions analytiques et Leçon sur le calcul des fonctions. Tutte queste opere sono liberamente consultabili tramite il motore Gallica della Bibliothèque nationale de France.
Più tardi, nel corso di matematica speciale, Galois non si sarebbe limitato a ingurgitare disciplinatamente il programma: « Sapeva elevarsi al di sopra dei programmi ufficiali: sempre al corrente dei progressi della scienza, assiduo uditore del Sig. Chasles alla Facoltà, le domande che poneva tendevano ad allargare gli orizzonti, non a restringerli. »
Génies des sciences. Victor Schnetz, 1833.
Una critica violenta
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Quando furono pubblicati i suoi scritti critici sul modo in cui la matematica veniva insegnata nelle scuole secondarie, Galois era appena stato espulso dall’École normale per i suoi aperti conflitti con il direttore, Joseph-Daniel Guigniaut (1794–1876).
« Fino a quando i poveri giovani saranno costretti ad ascoltare o a ripetere per tutta la giornata? Quando sarà loro lasciato il tempo di meditare su questo ammasso di conoscenze, di coordinare questa folla di proposizioni scollegate, di calcoli senza nesso? Non vi sarebbe qualche vantaggio nell’esigere dagli studenti gli stessi metodi, gli stessi calcoli, le stesse forme di ragionamento, se fossero al tempo stesso i più semplici e i più fecondi? Invece no: si insegnano minuziosamente teorie mutilate e appesantite da riflessioni inutili, mentre si omettono le proposizioni più semplici e più brillanti dell’algebra; al loro posto, con grande dispendio di calcoli e ragionamenti sempre lunghi, talvolta falsi, si dimostrano corollari la cui dimostrazione è immediata. »
Sur l’enseignement des sciences (estratto), Gazette des écoles del 2 gennaio 1831.
Génies des sciences. Alexandre-Évariste Fragonard, 1832.
Il ruolo nocivo degli esaminatori
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In un’accesa prefazione, scritta nel carcere di Sainte-Pélagie, Évariste Galois critica il nepotismo e il ruolo nocivo degli esaminatori.
« Non dico di dovere a nessuno, ai suoi consigli o ai suoi incoraggiamenti, tutto ciò che di buono vi è in quest’opera. Non lo dico perché sarebbe mentire. Se dovessi indirizzare qualcosa ai potenti del mondo o ai grandi della scienza (e, di questi tempi, la distinzione tra queste due categorie di persone è impercettibile), giuro che non sarebbero ringraziamenti. »
« La prima memoria non è sfuggita allo sguardo del maestro; un estratto, inviato nel 1831 all’Académie des Sciences, fu sottoposto all’esame del Sig. Poisson, che venne a dichiarare in seduta di non averlo compreso. Il che, ai nostri occhi affascinati dall’amor proprio d’autore, prova semplicemente che il Sig. Poisson non volle o non poté capire, ma prova certamente agli occhi del pubblico che il mio libro non significa nulla. Dovrò soprattutto sopportare le risate sguaiate dei Sigg. esaminatori dei candidati all’École Polytechnique (e mi meraviglio, incidentalmente, di non vedere ciascuno di loro occupare una poltrona all’Académie des Sciences, poiché il loro posto non è certo nella posterità), i quali, tendendo a monopolizzare la pubblicazione dei libri di matematica, non apprenderanno senza risentirsene che un giovane da loro respinto due volte pretende anche di scrivere, non libri didattici, è vero, ma libri di dottrina. »