Le sue idee socialiste, profondamente in contrasto con il suo ambiente familiare, trovano espressione in *Les chemins de la liberté : le socialisme, l’anarchie et le syndicalisme, pubblicato nel 1918 da Allen & Unwin (come i quattro volumi successivi). La Rivoluzione russa è appena scoppiata e, dopo un viaggio nel paese di Lenin e Trotskij, nel 1920 espone le sue critiche a questo nuovo regime in La Pratique et la Théorie du bolchévisme. In seguito, nel 1929, espone le sue idee liberali in materia di costumi in Mariage et Morale, che gli varrà la disapprovazione dei «benpensanti». In La Conquête du bonheur* (1930) e L’Éloge de l’oisiveté (1932), sostiene uno stile di vita diverso, in contrasto con la società dell’epoca. L’autore usa l’umorismo e il suo discorso sembra pieno di leggerezza. Eppure è ancora con un’ironia pungente e ricorrendo al paradosso che difende le sue tesi, talvolta iconoclaste.
Nell’immediato dopoguerra, i suoi scritti assumono un taglio più enciclopedico con *Histoire de la philosophie occidentale (Simon & Schuster, 1946) e Connaissance humaine* (Allen & Unwin, 1948).