Editoriale
Évariste Galois è uno dei matematici più noti, ma anche uno dei meno conosciuti.

Évariste Galois è uno dei matematici più noti, ma anche uno dei meno conosciuti.

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La storica della scienza Caroline Ehrhardt presenta a Tangente il suo punto di vista di specialista sulla vita di Évariste Galois. Esamina con occhio acuto l’eredità — matematica e simbolica al tempo stesso — di questo giovane prodigio divenuto, molto dopo la sua morte, una vera e propria «icona» della matematica.

Il nome di Évariste Galois resta il simbolo del genio matematico precoce, incompreso e tormentato. Non lo si chiama talvolta «il matematico maledetto» o «il Rimbaud della matematica»? Ripercorrerne la troppo breve vita permette di inserire il giovane nel suo contesto storico.

La sovrapposizione di due immagini, una scientifica e l’altra politica, dà vita alla figura di Évariste Galois come matematico maledetto e corrisponde all’immagine che ne abbiamo oggi. Bisognerà attendere gli ultimissimi anni del XIX secolo perché Galois diventi «celebre».

La prima biografia di Évariste Galois davvero completa e riconosciuta come «ufficiale» dagli studiosi è quella di Paul Dupuy (1856–1948), già allievo dell’École normale supérieure e abilitato all’insegnamento della storia.
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