Spesso è difficile individuare il contributo dei diversi artefici di un concetto. Come diceva Farkas Bolyai, per sollecitare il figlio János a mettere per iscritto al più presto le sue idee sulla geometria non euclidea:
> «Quando i tempi sono maturi per certe cose, esse compaiono in luoghi diversi un po’ come violette che sbocciano all’inizio della primavera.»
La nozione di numero complesso non fa eccezione. Così il danese Caspar Wessel (1745–1818) fu il primo a proporre un’interpretazione geometrica dei numeri immaginari nel suo trattato Essai sur la représentation analytique de la direction nel 1799. Ma, per la sua visione matematica e per le dimostrazioni illustrate da figure geometriche, l’«Essai» di Jean-Robert Argand, del 1806, può essere considerato il testo fondativo della rappresentazione geometrica dei numeri complessi.
Radici primitive
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